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Ho letto un po', poco, poi ho divagato nei miei pensieri e li ho trovati più interessanti del libro! 

Ode ad un momento di contemplazione del buio

Seduta al buio in attesa che la luce inch'Allah torni

Route de Joal

Quando hai memorizzato ogni angolo della strada principale, Impari a guardare nelle viuzze laterali E scopri piccoli nuovi mondi, Micro dipinti interattivi di vita di quartiere, 100% africana

Mbour, Senegal

Non ho scelto di essere qui Ero già qui Ho solo scelto di seguirmi
Accarazzata da un vento autunnale sento in me, viva, l'estate

Berlino, due anni dopo

Cosa ne sanno queste persone, di quanto mi appartiene ... e cosa ne so io, di quanto non mi appartiene, tutto questo
E finalmente sotto il piumone mi addormento Sulle note soavi Dei sedicenni civitavecchiesi Ubriachi al pascolo
Rientro a casa, le luci della sera entrano dalle tante finestre, le gocce di pioggia sui vetri sembrano decorazioni natalizie, scintillii d'oro. Ho ancora 20 minuti prima di cominciare a lavorare. "Adesso mi godo il buio per un po'"

Tra amici pendolari

"Tu se ci pensi passi più ore a Roma che a Civitavecchia, se togli le ore che dormi." (...) "È strano. Soffriamo di bipolarismo residenziale"
Giovedì notte. Mi lavo i denti. La mia coscienza è in piedi dietro di me. Mi sta col fiato sul collo. Mi osserva da dietro. Poco più tardi, sul divano, mi domando: "E qui ti senti al sicuro?" "No, ma presto lo sarò" "E dove (, nel letto)?" "(Nel letto) Tra le braccia di Morfeo" Tra le braccia di Morfeo sono tutti al sicuro. Anche quando stanno per gettarsi verso il Male ...

Piccoli avvenimenti metaforici

Ho buttato il vecchio spazzolino che aveva un'impugnatura piuttosto spessa. Ora ne ho uno dall'impugnatura sottile e mi fa strano usarlo. Sarà un mero fatto di abitudine. O forse no!

La mia vita sul Mediterraneo

Questa domenica mattina comincia così, col sole caldo che filtra dalle tante finestre della mia casa sul mare, il saluto di alcuni gabbiani, gli schiamazzi pittoreschi dei muratori che, anche oggi, lavorano; le campane della Chiesa del Ghetto, che mi ricordano nonna. L'aria si sforza di essere fresca, di regalarci un respiro di mare che è un privilegio di noi pochi mattinieri, una  sorta di regalo esclusivo, per chi si lascia svegliare dal sole senza storcere il naso, sorridendo a quel dono meraviglioso che è. Al fresco del terrazzo mi prendo cura delle mie poche piante, poche ma belle. Mi restituiscono la gioia della loro semplice bellezza, del loro essere lì, crescere, nonostante i venti, le piogge, il sole cocente. Ora hanno bevuto, sono fresche, vive, sorridenti, belle da morire.  Ora posso fare tutto il resto. Sarà una bella giornata!