Sono in un momento della mia vita in cui non mi so più E paradossalmente è quello in cui riesco a raccontarmi meglio
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Chattando con un amico francofono mi correggo giusto in tempo prima di fare un errore in cui a volte cado, un falso amico. Il mio cervello, allora, probabilmente nel tentativo di combattere questa tendenza, spiega a sé stesso la differenza tra i due avverbi francesi e quello italiano con cui li confondo, paragonandone le sfumature a tre avverbi tedeschi (cosa che sembra confusionaria, ma è assolutamente accurata). Improvvisamente mi rendo conto che conoscendo diverse lingue mi posso spiegare le cose in molti più modi rispetto a chi parla una sola lingua o due, il che mi rende molto avvantaggiata nei casi in cui voglio capire qualcosa e tremendamente svantaggiata quando ne farei volentieri a meno!
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Sono in fila all'Agenzia delle Entrate. Davanti a me c'è una ragazza, giovane, ma più grande di me. È bella, ben vestita. La osservo e penso che non è poi tanto più grande di me, anche se probabilmente è mamma. Non so, ha l'aria di esserlo. Allora in un attimo nella mia mente si affollano pensieri uno dopo l'altro, quasi a spintonarsi. "Sembra parecchio più grande di me, eppure non deve esserlo più di tanto. Oddio! Diventare mamma fa cambiare tutto, improvvisamente. È un attimo!" All'improvviso la serenità con cui stavo andando verso il mio imminente trentesimo compleanno vacilla. Sento in qualche modo gli anni che passano più veloci, li vedo, trasformarmi in qualcosa di nuovo e molto distante da ciò che sono ora, troppo rapidamente. Mi prende un po' l'ansia. Decido che fino al 10 dicembre avrò 29 anni. Non uno di più! 😄
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Come si cambia da quanto si è adolescenti a quando si è quasi adulti! Un tempo avrei sentito di non poter sopravvivere, senza vedere il ragazzo da cui ero attratta. Mi sarebbe mancato il respiro, sarei stata convinta che la causa di tutto fosse la Visione, la condivisione dello stesso spazio, della stessa aria. Poi crescendo ti accorgi che l'amore è dentro di te, dentro di te che lo provi. Non è fuori, non è addosso a lui, che te lo trasmette come un virus; è dentro di te. Ti accorgi che non hai voglia di vederlo, non ne hai bisogno, perché ti basta ritrovarlo nei tuoi pensieri, nei tuoi ricordi, lì dove puoi amare ancora ogni minima linea del suo viso, ogni movimento impercettibile della sua pelle, quelle smorfie che hai adorato ogni volta che, prima di dover parlare di qualcosa di delicato, raccoglieva i suoi pensieri e il suo viso raccontava tutto ciò che stava accadendo dentro di lui, meravigliosamente. Ti accorgi che questa è la tua grande fortuna, avere questo bagaglio e c...